Fino alla pubblicazione della Divisione 238, le navi destinate a missioni portuali o costiere erano disciplinate dalla Divisione 222, un testo destinato principalmente alle navi da carico. Questo disallineamento normativo imponeva notevoli vincoli agli operatori di piccole imbarcazioni di servizio. La Divisione 238 offre ora un quadro normativo più leggero e più adatto alle realtà sul campo.
Un perimetro chiaramente definito per le navi NAC
La Divisione 238 si applica alle Coastal Action Vessels (CASVs), cioè alle imbarcazioni di lunghezza inferiore a 24 metri che svolgono missioni specifiche nelle zone costiere: lavori portuali, assistenza alle imbarcazioni da diporto, boe, sorveglianza o navette a breve distanza.

Distingue tra diversi tipi di navigazione (riparata, costiera, semi-offshore) e adatta i requisiti normativi in base all'area di operatività. Questo approccio modulare facilita l'integrazione di un'ampia varietà di imbarcazioni sotto un unico quadro normativo.
Design semplificato e requisiti tecnici ridotti
La Divisione 238 semplifica le regole di costruzione delle imbarcazioni di categoria A e B, in particolare per quanto riguarda la stabilità, la tenuta stagna e la compartimentazione. Si basa in parte sulle norme per le piccole imbarcazioni, ma con requisiti specifici per l'uso professionale.
Il risparmio di peso riguarda anche i sistemi elettrici e di azionamento, con tolleranze adeguate alla potenza installata, mantenendo un livello di sicurezza in linea con gli standard internazionali.
Sicurezza dell'equipaggio e gestione operativa
La nuova divisione impone standard di equipaggiamento direttamente correlati al numero di persone a bordo, alla durata delle missioni e alla distanza dalla costa. I gilet, i mezzi di comunicazione, i segnalatori di soccorso e le attrezzature antincendio sono specificati secondo semplici griglie.

Inoltre, chiarisce le responsabilità dell'operatore, introduce l'obbligo di una formazione adeguata alla zona di navigazione e richiede una documentazione operativa, in particolare un piano di prevenzione dei rischi e un giornale di bordo semplificato.
Una risposta alle esigenze espresse dai porti turistici
Questa modifica normativa è stata attesa per diversi anni dai gestori dei porti e dagli operatori di piccole imbarcazioni multiuso. Si tratta spesso di imbarcazioni costruite localmente, utilizzate per la manutenzione delle strutture portuali o per la nautica da diporto.

La Divisione 238, infine, conferisce loro un riconoscimento giuridico specifico, alleggerendo i vincoli e responsabilizzando gli operatori. È una leva per strutturare l'offerta di servizi costieri, garantendo un livello minimo di sicurezza.
Ci si aspetta un'implementazione e un supporto graduali
Il testo prevede un'entrata in vigore scaglionata, con disposizioni transitorie per le navi esistenti. Gli operatori devono adattare la loro flotta alle nuove classi definite e integrare i requisiti nelle loro procedure interne.
Si consiglia ai professionisti di contattare i centri di sicurezza navale (CSN) per verificare la conformità e, se necessario, prendere provvedimenti per regolarizzare la situazione. Nei prossimi mesi è prevista una guida all'applicazione per facilitare la lettura del testo.
La Divisione 238 colma un vuoto normativo e pone le basi per una migliore regolamentazione della pratica professionale marittima nelle aree costiere. Il suo successo dipenderà dalla sua diffusione, dal sostegno offerto alle piccole strutture e dalla misura in cui verrà recepita da tutti gli utenti costieri. Resta da vedere come questa riforma influenzerà la futura costruzione di navi di servizio portuale in Francia.


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